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IL PENSIERO DELL’OPERA
L’arte è in grado
di rapportarsi con il mondo del cielo, con i suoi
mutamenti improvvisi e inattesi, guardando alla
natura con occhio meravigliato ed emozionato.
L’opera diventa
allora uno strumento “sensibile” ai mutamenti
esterni, testimone del mutuo rapporto tra arte e
natura, in grado di intuire che se da un lato
“essa contiene il senso mistico della natura”,
dall’altro è “la natura”stessa, con la sua
irrequietezza e con la sua tendenza implicita al
rischio e al pericolo, a “contenere il senso
mistico dell’arte”.
Attraverso
l’esperienza dell’opera l’uomo è in grado
di cogliere la potenza mitica della natura di
avvicinarsi ad essa e di percepirne i segreti
imperscrutabili.
L’OPERA
L’opera consiste
nel collegare un grande oggetto luminoso simile a
un “lampadario” al
Centro
Elettrotecnico Sperimentale Italiano (CESI)
che monitora la caduta di fulmini sull’intero
territorio nazionale .
Infatti in
concomitanza di questo fenomeno le luci di questo
grande oggetto luminoso subiranno un’improvvisa
e simultanea accensione.
Quando il lampadario si illuminerà con una rampa di luce che poi
decrescerà a poco a poco fino a sparire, gli
spettatori sapranno che un fulmine in quel momento
è caduto in qualche luogo italiano: per un attimo
i fulmini saranno così rivelati nello spazio che
accoglierà i visitatori.
Il luogo espositivo si farà punto di raccolta del cielo di tutto il
territorio nazionale, ribadendo così la vocazione
dell’arte ad essere universale, a fare da
interfaccia con il mondo e con la contemporaneità,
diventando centro gravitazionale non solo
centripeto, ma anche centrifugo di forze, connessioni e linguaggi, evocazioni e metafore che da lì
trovano innesco e momento di nuova espansione.
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