ALBERTO GARUTTI/BIOGRAFIA
 

In una sala della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo le luci vibreranno quando in Italia un fulmine cadrà durante i temporali.
Quest'opera è dedicata a tutti coloro che passando di lì penseranno al cielo.

BIOGRAFIA

Alberto Garutti, artista e docente, è titolare all’Accademia di Brera di Milano e professore per la cattedra di Arte 2 presso la Facoltà di Architettura di Venezia, IUAV.

Invitato a grandi manifestazioni internazionali, come la Biennale di Venezia nel 1990 o il M.A.R.T.A, Museum di Herford nel 2001, è spesso chiamato a realizzare opere pubbliche per città e musei: a Ghent in Belgio per il Museo S.M.A.K.; per la Biennale di Istanbul sul ponte del Bosforo; nel 2002 a Kanazawa, in Giappone,  in collaborazione con il 21st Century Museum of Contemporary Art e a Bolzano per la città e il Museion. Altre opere pubbliche sono state eseguite a Bergamo, a Gallipoli e, nel 2004, per la sede Tiscali di Cagliari.

Numerose le mostre personali e collettive di cui è stato protagonista, tra cui quelle presso Galleria Paul Maenz a Colonia, Galleria Locus Solus a Genova, Galleria Ugo Ferranti a Roma, Galleria Minini a Brescia, Studio Guenzani e Galleria Marconi a Milano, Museo S.M.A.K. a Ghent, Magazzino d’Arte Moderna a Roma,  Arte all’Arte 2000 e 2005, Associazione culturale Zerynthia, Certosa di Padula, Villa Manin a Codroipo. E’ presente nella mostra ITALICS, Arte italiana fra tradizione e rivoluzione 1968-2008,  a Palazzo Grassi a Venezia poi a Chicago, al Museum of Contemporary Art. ; al  Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma nel ciclo espositivo MAXXI - Dialoghi con la città.

Ha appena inaugurato un opera pubblica permanente presso la Fondazione Zegna.

Nel 2000 è stato membro della commissione giudicatrice del premio Querini-Furla per l’Arte a Venezia e, nel 2002/2003, membro della giuria per il concorso indetto dal Sole24ore “I Nuovi Segni: arte nella comunità e committenza pubblica” e presidente della giuria italiana per l’ultima edizione dell’Italian Studio Program al Museo MOMA/P.S.1 Contemporary Art Center di New York.